Il Tax Free per i turisti continua a esistere in Russia sulla carta, ma dal 2022 è diventato qualcosa di quasi simbolico per un viaggiatore europeo. Il rimborso sulla tua carta straniera non funziona più, uno dei grandi operatori (Sber Tax Free) ha chiuso a settembre 2025 e, al massimo, oggi puoi recuperare parte dell’IVA in contanti e in rubli in una manciata di aeroporti. Ti spiego cosa resta davvero in piedi, come funziona la procedura e se ne vale la pena.
Si può recuperare l’IVA in Russia oggi?
Sì e no. Il sistema Tax Free è partito in Russia il 1° gennaio 2018 come progetto pilota e, sulla carta, è ancora in vigore: un turista straniero che non risieda nell’Unione Economica Eurasiatica può chiedere il rimborso di parte dell’IVA sugli acquisti che porta fuori dal Paese. La teoria non è cambiata.
Quello che è cambiato, e parecchio, è la pratica. Da marzo 2022 le carte Visa e Mastercard emesse fuori dalla Russia hanno smesso di funzionare dentro il Paese, e questo si è portato via il metodo di rimborso più comodo che aveva il Tax Free: l’accredito sulla tua carta. Se da qualche parte ti promettono che ti verseranno l’IVA sulla tua Visa una volta tornato a casa, non crederci: con una carta straniera ormai non succede più. È solo uno dei tanti cambiamenti che viaggiare in Russia comporta dal 2022.
A questo si aggiunge che nel 2025 uno dei grandi operatori ha gettato la spugna: Sber Tax Free ha smesso di accettare nuovi moduli il 1° settembre 2025. Se ne avevi già uno in lavorazione, te lo processano; ma come strada per un viaggio nuovo, non contarci più.
Cosa resta in piedi? Fondamentalmente il circuito di Global Blue, i cui rimborsi in Russia sono ora gestiti dalla banca russa Transstroybank: ti restituiscono i soldi in contanti e in rubli nel loro ufficio all’aeroporto di Domodedovo, a Mosca. In giro troverai citati altri operatori, ma al momento non posso confermarti che siano ancora attivi, quindi preferisco non spacciarteli per sicuri.
L’IVA in Russia ora è del 22%
Un altro dato da aggiornare: l’aliquota generale dell’IVA in Russia è salita al 22% il 1° gennaio 2026 (prima era del 20%, e quando il Tax Free ha debuttato nel 2018 era al 18%). Resta un’aliquota ridotta del 10% per libri, alimentari e articoli per bambini.
Attenzione però: non significa che recuperi un 22% pieno. Sull’IVA che hai pagato l’operatore trattiene una commissione per il servizio (storicamente tra il 5% e il 10%), quindi quello che ti arriva davvero in tasca è parecchio meno. E, nello scenario di oggi, in rubli sonanti.
Chi può richiederlo e quali acquisti contano
Per avere diritto al rimborso devi rispettare tre condizioni:
- Viaggiare con passaporto di un Paese che non faccia parte dell’Unione Economica Eurasiatica. Restano fuori Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan, oltre alla Russia stessa.
- Spendere un minimo di 10.000 rubli (tasse incluse) in una stessa giornata e in uno stesso negozio convenzionato. Al cambio attuale sono circa 120 euro.
- Portare i prodotti fuori dalla Russia non utilizzati e, possibilmente, con l’etichetta: in dogana possono chiederti di mostrarli.
Sono esclusi i servizi (hotel, ristoranti, trasporti) e i prodotti soggetti a imposte speciali, come alcol e tabacco. E non potrai nemmeno convalidare il modulo se esci dalla Russia verso uno di quei Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica.
In quali negozi? Soprattutto grandi magazzini e boutique di lusso di Mosca e San Pietroburgo —il GUM e il TsUM di Mosca, il DLT di San Pietroburgo— e negozi di marchi premium convenzionati con Global Blue. Cerca il logo «Tax Free» alla cassa e chiedi prima di pagare, perché non tutti i negozi aderiscono.
Come funziona la procedura, passo dopo passo
Se decidi di provarci, la procedura è quella di sempre e ha tre passi:
- In negozio. Al momento di pagare (minimo 10.000 rubli), chiedi il modulo Tax Free. Lo compili insieme al commesso e ti assicuri che lo scontrino sia spillato al modulo.
- Alla dogana dell’aeroporto. Prima di imbarcare la valigia, cerca lo sportello «Tax Free Customs control» e fatti apporre il timbro che certifica che porti la merce fuori dal Paese. Hai al massimo 3 mesi dall’acquisto per farlo e devi poter mostrare i prodotti. Arriva con calma: la burocrazia e le code non perdonano se sei tirato con i tempi.
- All’ufficio dell’operatore. Con il modulo già timbrato, ti dirigi allo sportello del rimborso. In pratica, oggi questo significa incassare in contanti e in rubli all’ufficio Global Blue/Transstroybank dell’aeroporto di Domodedovo.
Ne vale la pena?
Te lo dico con franchezza: per la maggior parte dei viaggiatori, oggi no. Il grande inconveniente è che i soldi te li restituiscono in rubli e in contanti, e a quei rubli poi è difficile dare uno sbocco: non puoi caricarli su una carta straniera e ricambiarli in euro fuori dalla Russia è una scocciatura (e ci rimetti sempre nel cambio). Aggiungici la commissione dell’operatore, il tempo in più in aeroporto e il fatto che l’opzione comoda —il rimborso sulla carta— per te non esiste più.
Ci vedo un senso solo in un caso molto preciso: che tu faccia un acquisto importante in una boutique di lusso a Mosca e che, per di più, riparta proprio da Domodedovo, dove c’è il punto di rimborso. Se la tua idea è comprare quattro souvenir, non ti conviene la trafila. E se quello che cerchi è avere rubli da spendere in Russia, ci sono modi molto più pratici per procurarteli rispetto al Tax Free: portare euro in contanti da cambiare sul posto oppure procurarti una carta bancaria russa.






