Se viaggi in Russia e vuoi continuare a usare WhatsApp, Telegram, Instagram o YouTube, ti servirà una VPN. E devi installarla e provarla prima di entrare nel Paese, perché una volta dentro scaricarla diventa una lotteria.
Detto questo, prima di scegliere la marca c’è una cosa che conta ancora di più: da dove ti connetti. Il wifi dell’albergo, il roaming del tuo operatore e una scheda russa danno risultati completamente diversi con la stessa VPN installata. È la parte che quasi nessuno racconta ed è quella che ti evita più grattacapi.
Te lo spiego in ordine, basandomi sulla mia esperienza, su quello che mi raccontano i lettori appena tornati e su quello che si dice nei forum dove i russi stessi si aiutano tra loro.
Parti da qui: trova il tuo caso
Ci sono tre situazioni diverse e la soluzione di una non vale per le altre. Individua la tua e vai direttamente al suo paragrafo.
| La tua situazione | Cosa ti succede | Vai a |
|---|---|---|
| Viaggio turistico, qualche giorno o qualche settimana | Vuoi le tue app di sempre senza complicarti la vita | Cosa fare prima di partire |
| Starai via a lungo o hai famiglia o partner lì | Ti serve qualcosa che regga per mesi e l’accesso alla tua banca italiana | Situazioni particolari |
| Sei in Italia e non ti si aprono i siti russi | Treni, musei, negozi o portali ufficiali che non si caricano | Dall’Italia, per aprire i siti russi |
Se stai per partire, in realtà te ne serviranno due su tre: quella «dall’Italia» adesso, per prenotare da casa, e quella del viaggio prima di salire sull’aereo.
✅ Se vuoi solo sapere quale installare
In questo momento la mia prima scelta è Amnezia. È la VPN che usano i russi stessi, ha retto all’ondata di blocchi che quest’estate ha messo fuori gioco i grandi nomi e ha un server pensato per i giorni in cui i dati mobili lasciano passare solo i servizi russi. Javier, un lettore spagnolo, è andato a San Pietroburgo a settembre del 2026 con Proton e Windscribe, entrambe in modalità stealth, e non ha funzionato nessuna delle due. È passato al piano a pagamento di Amnezia, circa 8 € al mese senza vincoli, e gli ha funzionato «alla perfezione».
Se la tua VPN ha smesso di funzionare in Russia, Amnezia ti fa uno sconto per passare a loro, e puoi chiedere una chiave di prova prima di pagare. Porta comunque una seconda VPN di un altro fornitore: ti spiego perché più sotto.
Prova AmneziaCosa sta succedendo, in due minuti
Non serve che tu capisca nulla di tecnico, ma sì queste tre idee, perché spiegano il 90% di quello che ti succederà lì.
1. Il filtro non guarda cosa spedisci, guarda che forma ha
La Russia ha installato nelle reti di tutti gli operatori, fissi e mobili, un sistema che esamina il traffico che passa. Non apre la busta: guarda la forma della busta. E se quella forma assomiglia a quella di una VPN, taglia la connessione, anche se quello che stavi aprendo non è affatto vietato.
Per questo le VPN più pubblicizzate sono proprio quelle che funzionano peggio lì: la loro «busta» si riconosce al primo colpo. Quelle che reggono sono quelle che riescono a far sembrare il proprio traffico una navigazione del tutto normale. Nelle app si chiama modalità camuffamento, e nelle impostazioni compare di solito come «Stealth», «Obfuscated» o «anticensura». Se la tua VPN non ce l’ha, non perdere tempo.
2. Sul telefono c’è un secondo livello, e quello non lo supera quasi nessuno
Oltre a filtrare, in molte regioni l’internet mobile viene spento del tutto, oppure lasciato funzionare solo per un elenco di servizi russi autorizzati: banche, portali ufficiali, Yandex, i grandi negozi online. Tutto il resto, straniero o semplicemente fuori elenco, per quelle ore non esiste. E lì non passa niente, né con VPN né senza, perché il blocco avviene presso l’operatore prima che la tua connessione esca dal Paese.
Lo descrive perfettamente Francisco, un lettore che vive a Kazan, a settembre del 2026: «Il problema è che per strada internet NON funziona; si accede solo a banche ed enti pubblici. Non funziona nessuna app di Google né di Microsoft. Consiglio Yandex Maps Navigator perché questo sì riesce a comunicare via internet per strada».
Importante: questo riguarda solo l’internet mobile. Il wifi dell’albergo e le connessioni via cavo passano da un’altra strada e reggono molto meglio.
📊 Quanto è frequente tutto questo
Il progetto russo Monitor Runet pubblica ogni giorno quante regioni hanno avuto interruzioni dell’internet mobile. Ultimamente la cifra oscilla tra 51 e 61 regioni al giorno, e in tutte vengono applicati contemporaneamente gli elenchi di servizi autorizzati. In totale, 77 delle 89 regioni russe hanno avuto quegli elenchi attivi in qualche momento. Non è un contrattempo isolato: è lo stato normale dell’internet mobile russo.
3. Quello che è russo funziona sempre
Questa è la buona notizia e quella che tranquillizza di più: per spostarti, pagare, chiamare un taxi, tradurre un menú o trovare un ristorante non ti serve la VPN. I servizi russi funzionano sempre, anche nei giorni brutti. Quello che ha bisogno di aiuto è tutto il resto.
🚦 Cosa ha bisogno della VPN e cosa no
Ha bisogno della VPN: WhatsApp, Telegram, Instagram, Facebook, X, YouTube, Signal, Discord, FaceTime e la stampa internazionale.
Funziona senza VPN: tutto Yandex (mappe, taxi, traduttore, motore di ricerca), le banche russe, i portali ufficiali, Ozon, Wildberries, Avito e la messaggistica statale Max.
Due precisazioni. «Bloccato» raramente significa bloccato del tutto: molte volte significa che va a tratti, a seconda della rete e della regione. Diversi lettori hanno potuto usare WhatsApp solo per i messaggi, senza foto né chiamate. E se quello che ti preoccupa è parlare con la famiglia, non affidare tutto alla VPN: ci sono alternative che continuano a passare e te le racconto in come fare videochiamate con la Russia.
La prima cosa non è la VPN: è da dove ti connetti
Questo è il paragrafo che cambia davvero il tuo viaggio, quindi se leggi solo una parte dell’articolo, leggi questa.
L’antenna è sempre russa. Quello che cambia è da dove esci su internet
Partiamo dal chiarire un malinteso molto diffuso. In Russia il tuo telefono si aggancia sempre a un’antenna russa: di Beeline, MTS, MegaFon o Tele2. Non ce ne sono altre. Non importa se hai una eSIM comprata in Italia, la tua scheda di sempre o una russa: la copertura te la danno loro e questo non lo puoi cambiare.
Quello che cambia, ed è ciò che decide tutto, è da dove esce la tua connessione su internet dopo essere passata da quell’antenna. Ci sono due possibilità:
- Esce dalla rete russa. Allora stai navigando nell’internet russo, con gli stessi filtri e gli stessi elenchi di un abitante di Mosca.
- Esce dal tuo operatore d’origine. L’antenna russa si limita a trasportare la tua connessione fino alla rete della tua compagnia, ed è questa a portarti su internet. Navighi come se fossi nel tuo Paese.
Con un’immagine si capisce meglio: l’antenna russa raccoglie sempre la tua lettera. La differenza sta nel fatto che la apra e la consegni lì, passando dalla dogana, oppure che la metta in un sacco sigillato e la spedisca al tuo operatore perché la imbuchi da casa.
Lo decide il tuo fornitore, non tu, e non c’è scritto da nessuna parte quando compri. Per questo girano tanti racconti contraddittori su internet.
Le tue tre opzioni, dalla migliore alla peggiore
1. La tua scheda di sempre, in roaming. È quella che più spesso esce dall’operatore d’origine, e quindi quella che sta dando i risultati migliori. EARL, un lettore di Manchester, ha raccontato che ad aprile del 2026 con la sua scheda britannica gli funzionava assolutamente tutto: VK, Facebook, YouTube, WhatsApp e Telegram. Un altro lettore statunitense l’ha spiegato senza sapere perché funzionasse: «questo salta la VPN del tutto, perché in qualche modo la connessione passa per reti degli Stati Uniti». Il neo è il prezzo se la tua tariffa non include la Russia, e il fatto che non tutte le compagnie offrano ancora il roaming lì. Chiedilo prima di partire.
2. Una eSIM da viaggio. Funziona come il caso precedente, perché anche questa è una scheda straniera che usa antenne russe, ma ogni fornitore la imposta a modo suo ed è lì che sta la lotteria. Guarda queste due testimonianze, stesso fornitore e stessa estate:
«La eSIM ha funzionato perfettamente. Non è servita la VPN. WhatsApp e Telegram funzionavano, comprese le chiamate vocali, senza VPN.»
Thomas, tedesco, San Pietroburgo, agosto 2026
«Ho comprato la eSIM prima di partire. Doveva funzionare in Russia secondo il venditore e secondo quello che avevo letto. E invece no: non è stato possibile connettersi per quella via in nessun momento.»
Jean-Marc, svizzero, quattro settimane tra San Pietroburgo e Mosca, luglio e agosto 2026
Non è un caso né sfortuna: a uno la connessione è uscita dal suo operatore d’origine e all’altro dalla rete russa. E nel corso del 2026 la seconda possibilità è diventata sempre più frequente, quindi più recente è la testimonianza che leggi in giro, più ti conviene. Ti racconto quali stanno funzionando meglio e come attivarle in le migliori eSIM per la Russia.
3. Una scheda russa. Qui non ci sono dubbi possibili: esci dalla rete russa, con tutte le restrizioni, e sei il primo a restare senza niente nei giorni di elenco autorizzato. In compenso è quella che funziona meglio per le cose locali e quella che ti permette di collegarti ai wifi pubblici. È anche difficile da ottenere per uno straniero, anche se qualche lettore ce l’ha fatta col passaporto in un negozio dell’operatore. Te lo spiego in come acquistare una scheda SIM russa.
E sopra tutte e tre, una che non tradisce mai: il wifi dell’albergo. È dove tutto regge meglio, senza eccezioni. Lascia all’albergo la banca online, il caricamento delle foto, le videochiamate lunghe e qualsiasi pratica importante.
✅ Come capire in un minuto cosa ti è toccato
Appena atterrato e con i dati già attivi, disconnetti la VPN e apri google.com nel browser. Se si carica, la tua connessione sta uscendo dal tuo operatore d’origine e la VPN ti servirà a malapena per tutto il viaggio. Se non si carica ma yandex.ru sì, sei nell’internet russo: accendi la VPN e sai già a cosa attenerti.
La conclusione pratica di tutto questo è semplice: prova sempre prima il roaming, perché quando va bene non ti serve nient’altro, ma non partire senza un piano B. Porta la VPN installata anche se pensi di non usarla.
Le prime ore non avrai dati, e non è colpa tua
È lo spavento più comune e non ha niente a che vedere con la VPN. Quando una scheda si collega per la prima volta alla rete russa arrivando dall’estero, i dati mobili e gli SMS restano bloccati per 24 ore. È una misura di sicurezza e riguarda tutti. Le chiamate vocali continuano a funzionare.
Si può sbloccare prima, ma la procedura varia e conviene saperlo in anticipo, perché ti toccherà farla stanco e appena atterrato. A qualcuno arriva un SMS con un link, a qualcun altro un piccolo rompicapo di verifica con soli tre tentativi, ad altri tocca chiamare un numero. Céline è rimasta bloccata 48 ore, non 24. Ti spiego la procedura passo per passo in come rimuovere il blocco di internet appena arrivi in Russia.
💡 Trucco: attiva la eSIM il giorno prima di volare, con la connessione di casa. Così il blocco di 24 ore scorre mentre sei in viaggio e arrivi con i dati funzionanti.
E il wifi pubblico non è un’alternativa
Le reti aperte di aeroporti, metropolitana e bar chiedono un numero di telefono russo per verificarti via SMS. Con una scheda straniera, quelle reti per te non esistono. Pablo, che è stato a Mosca ad agosto del 2026, è riuscito a collegarsi una volta sola in due giorni, in un bar del centro. Per questo il wifi che conta è quello dell’albergo: chiedi la password per email prima di arrivare.
Cosa fare prima di partire da casa
Questa è la lista. Sono venti minuti di lavoro e ti salvano il viaggio.
- Installa due VPN di fornitori diversi e provale da casa. Non basta scaricarle: connettiti, verifica che partano e segnati dove si cambia server. Nessuna regge da sola, e quella che funziona a uno all’altro non va. Il mio consiglio: Amnezia come prima e un’altra qualsiasi con modalità di camuffamento come seconda.
- Installa anche due applicazioni diverse. È una precisazione che quasi nessuno fa: una VPN sono due cose, il servizio e l’app con cui ti colleghi. Lo stesso account può non funzionare in un’app e funzionare in un’altra. Se il tuo fornitore offre più modi di connettersi, tienili pronti entrambi.
- Conserva le chiavi fuori dal telefono. Mandati per email i file di configurazione o i codici QR. Se il telefono si rompe lì, senza quelli resti senza VPN e senza poter scaricare niente.
- Chiedi al tuo operatore se ha dati in roaming in Russia e a che prezzo. È la prima opzione da provare. Se ce l’hai, attivala prima di partire.
- Porta anche una eSIM e attivala il giorno prima di volare.
- Scarica Yandex Maps e Yandex Translate in modalità offline, con la mappa di ogni città e il russo scaricati. È il consiglio che i lettori ripetono più di ogni altro. Pablo lo dice così: «aver scaricato la mappa di Mosca mi ha salvato, altrimenti sarei andato alla cieca».
- Fai degli screenshot dei percorsi chiave: dall’aeroporto all’albergo, dall’albergo alla stazione. Senza dati, quello screenshot vale più della mappa migliore.
- Scrivi all’albergo e chiedi la password del wifi per email.
- Avvisa a casa e mettetevi d’accordo. Che sappiano che puoi sparire per qualche ora senza che sia successo niente, e concordate un canale alternativo. Diversi lettori hanno finito per parlare con la famiglia tramite app che in Italia non usa nessuno ma che lì continuano a passare.
- Scriviti su carta l’indispensabile: indirizzo dell’albergo in russo, telefono del contatto locale, numero della prenotazione. Nei giorni di blackout non riuscirai ad aprire nemmeno i tuoi appunti se stanno nel cloud.
⚠️ Perché non conviene rimandare a quando sei arrivato
Dentro la Russia i siti dei servizi VPN sono bloccati e la maggior parte delle loro app è scomparsa dagli store russi. Qualche lettore ce l’ha fatta lo stesso: a settembre del 2026 Javier ha scaricato Amnezia dall’App Store a San Pietroburgo, e a Mathieu ha funzionato Astrill a Barnaul quando non andava più niente. Ma è una lotteria, e la giochi senza messaggistica e di corsa. Dimitri l’ha raccontato ad agosto del 2026: se n’è dimenticato, quella che ha scaricato lì (a pagamento) non gli è servita e ha passato il viaggio senza WhatsApp, YouTube né Facebook.
Stai organizzando tutto il viaggio, non solo questa parte?
Tutto in un unico posto: visti, confini, pagamenti, treni, app e cosa fare quando una di queste smette di funzionare, più itinerari pronti per Mosca e San Pietroburgo. La aggiorno ogni volta che qualcosa cambia in Russia.
Leggila dal telefono o dal computer: PDF, ePub e versione web. Pagamento unico, aggiornamenti futuri inclusi.
Vedi cosa contieneQuale VPN portare
Prima di guardare le marche, tieni a mente il criterio, che è la parte che non scade:
- Che abbia la modalità camuffamento. Se nelle impostazioni non compare «Stealth», «Obfuscated» o «anticensura», scartala.
- Due, di fornitori diversi. È il consiglio che ripetono sia gli utenti russi sia i lettori a cui il viaggio è andato bene. Con una sola vai alla cieca.
- Controlla in quali Paesi ha i server. Se ti servirà entrare nella tua banca o nei portali della pubblica amministrazione italiana, devi uscire da un IP italiano, e non tutte ce l’hanno. È una delusione molto comune.
- Diffida delle più pubblicizzate. Suona strano, ma in Russia le marche più conosciute sono le più bloccate, proprio perché sono quelle che si usano di più.
📋 Come sta andando a ciascuna
Non ti do una classifica di dieci. Ti do quello che hanno raccontato i lettori con la data del loro viaggio, che è l’unica cosa che vale in un Paese dove quello che funzionava a maggio smette di funzionare a luglio.
| Servizio | Come sta andando |
|---|---|
| Amnezia | Quella che usano i russi stessi. È la sola che ha tirato fuori un’opzione pensata specificamente per i giorni in cui il telefono lascia passare solo i servizi russi, disponibile nel piano a pagamento e solo trovandosi dentro il Paese. È stata fuori uso per circa sei settimane tra giugno e luglio del 2026, è tornata rafforzata ad agosto e ha retto mentre una nuova ondata di blocchi colpiva le VPN più grandi. A settembre del 2026 è arrivata a 39 Paesi. Ed è quella che ha salvato il viaggio di Javier a San Pietroburgo quello stesso mese, dopo che Proton e Windscribe lo avevano lasciato a piedi. Patrick, che ci va diverse volte all’anno, lo riassume così: «ci sono ancora alcune VPN che funzionano in Russia, ma molti russi si montano la propria con Amnezia». |
| Proton VPN | È la più consigliata su internet e quella che sul campo fallisce di più nel 2026. Non ha funzionato a Marco, ad Alfio, a Iñaki, a Jacobus e a Jean-Marc tra giugno e agosto, e poi a Oier a Mosca ad agosto e a Javier a San Pietroburgo a settembre, anche con la modalità stealth attiva. A quest’ultimo i russi con cui viveva hanno detto direttamente che è cosa nota che Proton in Russia non va. A Oriano invece ha funzionato, ma a luglio del 2025. Resta una buona opzione per il caso contrario, quello di aprire i siti russi dall’Italia. |
| AdGuard VPN | L’esempio migliore del fatto che qui non esistono risposte assolute: ad Alfio ha funzionato molto bene ad agosto del 2026 ed è stata la sola a dargli un IP del suo Paese; a Marco, nello stesso mese, non è servita nemmeno pagando. |
| NordVPN, ExpressVPN, Surfshark, PureVPN | Sono quelle che dominano le classifiche dei comparatori e quelle bloccate ufficialmente da anni. Funzionano in modo irregolare: Nicolas e Lara hanno tirato qualcosa da NordVPN ad agosto del 2026 solo con i server degli Stati Uniti, e a un viaggiatore sono cadute Surfshark e PureVPN insieme in pieno viaggio. Non le metterei come prima scelta. |
| Astrill | È quella che ottiene i risultati migliori nei test che i media specializzati fanno da Mosca, grazie a un sistema di camuffamento proprietario. E adesso c’è anche una testimonianza di prima mano: Mathieu, un lettore francese, è tornato da Barnaul a settembre del 2026 e mi ha scritto che Astrill gli ha «salvato la vita». Non gli funzionava niente finché non l’ha scaricata, quando era già in Russia, e se l’è cavata quattro giorni con la prova gratuita. Una buona candidata per la tua seconda VPN. |
| Mullvad | Molto apprezzata per la privacy e con camuffamento proprietario, ma anche di questa non ho testimonianze recenti dall’interno della Russia. Prezzo fisso e senza trucchi, un po’ meno facile da usare per chi inizia. |
| Windscribe | Piano gratuito con dati limitati. Lara l’ha portata come riserva ad agosto del 2026; a Javier, a San Pietroburgo a settembre, non ha funzionato nemmeno in modalità stealth. Serve come seconda rete di sicurezza, non come opzione unica. |
| Sota, Help VPN, Red Shield | Nomi che fuori non conosce nessuno e che citano i residenti stranieri a Mosca e San Pietroburgo. A Marco l’ha consigliata una italo-russa quando era già lì e gli ha funzionato. Il neo: sono difficili da sottoscrivere e da pagare dall’Italia. |
| VPN gratuite sconosciute | No. Molte non hanno il camuffamento, quindi non ti serviranno, e parecchie campano rivendendo il tuo traffico. Negli stessi ambienti russi si avvisa ogni poco di estensioni e app false che rubano i dati. |
Se vuoi che te la semplifichi: parti da Amnezia, che è nata dentro il mondo russo per questo problema specifico ed è quella che risponde meglio allo scenario del telefono, e aggiungine una seconda di un altro fornitore, quella che preferisci. Con due sei a posto.
E un avvertimento onesto su quella seconda: se ti serve un IP italiano per la banca, verificalo prima di pagare. Amnezia a settembre del 2026 è arrivata a 39 Paesi, ma l’Italia per ora non c’è.
Sei tornato da poco? Raccontami cosa ti ha funzionato: è così che questa lista resta aggiornata per i prossimi viaggiatori.
Sei già lì: prima di dare la colpa alla VPN
Molte volte il problema non è la tua VPN: è che in quel momento e su quella rete non c’è niente da fare. Prima di litigare mezz’ora con le impostazioni, disconnetti la VPN e apri due pagine nel browser.
| yandex.ru | google.com | Cosa sta succedendo | Cosa fare |
|---|---|---|---|
| Si carica | Si carica | La tua connessione esce dal tuo operatore d’origine | La VPN ti servirà a malapena. È lo scenario migliore |
| Si carica | Non si carica | Sei nell’internet russo, con blocchi selettivi | Accendi la VPN |
| Si carica | Non si carica, e nemmeno nessun altro sito straniero | Passano solo i servizi russi autorizzati | Non insistere. Usa Yandex e aspetta il wifi dell’albergo |
| Non si carica | Non si carica | Blackout dei dati mobili nella zona | Modalità offline: mappe scaricate, contanti e carta |
| Non si carica niente, nemmeno in albergo | Non si carica | A volte cade mezzo internet russo tutto insieme | Aspettare. È successo ad agosto del 2026 e non funzionavano né i negozi né le banche russe |
E c’è una regola che vale sempre: la VPN regge molto meglio sul wifi dell’albergo che sui dati mobili. Se qualcosa non ti funziona per strada, riprova la sera prima di dare nulla per perduto.
L’errore che fanno quasi tutti: accenderla e spegnerla
Con la VPN accesa sembri uno straniero che si collega da fuori, e questo rompe proprio quello che ti serve di più lì: il taxi di Yandex, la carta russa, la banca e i portali ufficiali. Senza VPN non hai la messaggistica. Igor lo riassumeva a giugno del 2026: «bisogna attivarla e disattivarla continuamente».
Non è necessario. La soluzione si chiama tunnel diviso ed è nelle impostazioni di quasi tutte le app di VPN. Si configura in due minuti:
- Nelle impostazioni della tua VPN cerca «Tunnel diviso», «Split tunneling» o «App escluse».
- Scegli la modalità esclusione: tutto passa dalla VPN tranne quello che indichi tu.
- Aggiungi all’elenco l’app della tua banca, Yandex Go, Yandex Maps e l’app della tua carta russa, se ce l’hai.
- Connetti e dimenticatene. La VPN resta accesa tutto il giorno senza rompere niente.
È quello che fa Danilo, un italiano che vive a Mosca con la famiglia, con Red Shield, la VPN che gli ha consigliato un amico russo: ha lasciato la VPN sempre accesa e ha escluso la banca e i portali ufficiali italiani, che prima erano «quasi impossibili da aprire».
Quando non c’è VPN che tenga: il piano B
Ti succederà qualche giorno del viaggio, quindi meglio averci pensato prima. Stefano è rimasto dodici ore senza connessione a San Pietroburgo e Fran ha avuto giornate intere senza dati e senza GPS. Quando capita:
- Usa le mappe scaricate. È per questo che il punto 6 della lista è quello che i lettori ripetono di più.
- Metti in conto che anche il GPS faccia i capricci. Nel centro di Mosca il segnale è distorto, la mappa ti colloca dove non sei e il taxi non ti trova. Questo non lo risolve nessuna VPN: prepara il percorso prima di uscire dall’albergo. C’è chi si porta direttamente il percorso scritto su carta.
- Porta contanti. Senza dati non c’è taxi via app né pagamenti col telefono.
- Manda il «sto bene» quando hai il wifi, non quando ti ricordi. Così nessuno si allarma se sparisci per otto ore.
- Le chiamate normali di solito continuano a funzionare anche senza dati. Tieni a portata di mano un numero da chiamare.
Tre situazioni particolari
Andrai a vivere lì o a passare un periodo lungo
Se resterai per mesi, le app commerciali ti daranno problemi prima o poi, perché i blocchi arrivano a ondate e un giorno la tua VPN di sempre smette di connettersi. L’opzione di chi fa le cose sul serio è montarsi il proprio server: se ne affitta uno piccolo fuori dalla Russia per circa cinque euro al mese e ci si installa sopra un’applicazione che fa quasi tutto il lavoro. Costa poco e puoi condividerlo con la famiglia.
Due avvertenze di quest’anno. La prima, che ai server personali stanno bloccando l’indirizzo, e quando succede smette di funzionare per tutti insieme, quindi conviene avere una seconda opzione attiva mentre lo sistemi. La seconda, che se pensi di montarlo sul router di casa, verifica prima che il tuo modello supporti l’ultima versione del sistema: i produttori tardano spesso mesi ad aggiornarsi e rischi di restare con una versione vecchia, che è proprio quella che bloccano.
Ti serve un IP italiano per la banca o la pubblica amministrazione
«Una VPN» non è la stessa cosa di «una VPN con server nel tuo Paese». Per entrare nella tua banca o nei portali pubblici italiani dalla Russia devi uscire da un IP italiano, non da uno svizzero o finlandese. Alfio ci è incappato ad agosto del 2026: quella che gli reggeva meglio non aveva server in Italia e ha dovuto sottoscriverne un’altra solo per questo. Prima di pagare qualsiasi cosa, guarda l’elenco dei Paesi e verifica che l’Italia ci sia.
Sei in Italia e non ti si aprono i siti russi
Questo è il problema opposto e molti non sanno che esista finché non ci sbattono la testa. Provi a entrare nel sito delle ferrovie russe, in quello del Teatro Bolshoi, in un portale ufficiale o in un negozio come Ozon, e la pagina resta a caricare. Non è il tuo computer né il tuo operatore: sono quei siti a rifiutare le connessioni che arrivano dall’estero.
Qui non ti serve «uscire» dalla Russia, ti serve «entrare»: un IP russo. Si risolve così:
- Vuoi solo guardare orari o prezzi: ti basta un’estensione gratuita per il browser con server in Russia. Scegline una con molti download e buone recensioni, usala solo per questo e disattivala quando hai finito. Non fare il login da nessuna parte e non inserire dati personali mentre è attiva: circolano parecchie estensioni false che campano rivendendo il tuo traffico.
- Se la Russia non compare nell’elenco dei Paesi, prova col Kazakistan. Molti siti russi accettano le connessioni dal Paese vicino e quel server ce l’hanno quasi tutte.
- Devi registrarti o fare pratiche vere: lì sì vale la pena pagare. Proton VPN mantiene server in Russia nel piano a pagamento, e anche Amnezia offre una localizzazione russa, quindi con un solo abbonamento copri entrambe le direzioni se poi parti anche in viaggio.
Un avviso per non farti illusioni: la VPN ti apre il sito, ma non ti fa pagare. Quasi tutte quelle pagine accettano solo carte russe del circuito Mir, e questo non lo risolve nessun IP. Per i treni ci sono alternative che accettano la carta italiana: te le racconto in come comprare biglietti del treno in Russia.
È legale usare una VPN in Russia?
Sì. Usarla come privato non è sanzionato e non ci sono multe per l’utente finale: la legge impone obblighi alle aziende che forniscono il servizio, non a chi lo usa, ed è per questo che tante finiscono bloccate. Le multe di cui magari hai sentito parlare riguardano il pubblicizzare strumenti per aggirare i blocchi, cosa che tocca media e creatori di contenuti, non un turista.
E c’è un motivo di peso perché non le vietino del tutto: sono le stesse aziende russe a dipenderne. Una banca i cui dipendenti lavorano da casa entra nei sistemi interni tramite VPN. Una catena di negozi collega così i punti vendita con la sede. Un’azienda con una filiale all’estero ha bisogno che i due uffici si vedano tra loro. È la stessa tecnologia, la si usi per lavorare o per aprire Instagram, e vietarla senza distinzioni lascerebbe ferma mezza economia del Paese. Per questo i responsabili parlamentari ripetono, ogni volta che glielo chiedono, che non è previsto renderle illegali.
Detto questo, tre cose che invece conviene sapere:
- Esiste una multa per cercare deliberatamente contenuti dichiarati «estremisti», anche tramite VPN. Per un viaggio normale è irrilevante, ma c’è.
- Si è iniziato ad applicare un sovrapprezzo sul traffico internazionale nelle reti mobili oltre un certo consumo mensile. Un turista difficilmente lo raggiunge, tanto meno se privilegia il wifi dell’albergo.
- Alla frontiera possono controllarti il telefono: guardano la rubrica, le foto, i messaggi e le app installate. Lo raccontano parecchi lettori quest’anno, e qualcuno ha preferito disinstallare delle cose prima di passare. Non è sistematico, ma conviene saperlo prima di arrivare. Più dettagli in la guida per preparare il tuo viaggio in Russia.
Gli errori che si ripetono di più
- Rimandare all’aeroporto. Dentro la Russia scaricare o aggiornare una VPN è questione di fortuna: un paio di lettori ce l’hanno fatta, altri hanno passato tutto il viaggio senza WhatsApp.
- Portarne una sola. Quando cade resti senza niente e senza poterne installare un’altra.
- Scegliere per fama. Le VPN più pubblicizzate sono le più bloccate. Quelle che reggono sono di solito quelle che non conosce nessuno.
- Dare per scontato che il roaming risolva tutto. A volte sì e a volte no, e non lo saprai fino all’atterraggio.
- Insistere quando non c’è niente da fare. Fai il test dei 30 secondi prima di cambiare server venti volte.
- Affidare tutto al telefono. Senza mappe scaricate, senza indirizzi su carta e senza contanti, un blackout ti lascia a piedi.
Domande frequenti
Mi serve davvero una VPN per viaggiare in Russia?
Se vuoi usare WhatsApp, Telegram, Instagram o YouTube, sì. Per spostarti, pagare e mangiare non serve: i servizi russi funzionano sempre senza. Alcuni lettori con il roaming del proprio operatore hanno potuto usare tutto senza VPN, ma non è una cosa su cui puoi contare in anticipo.
Proton VPN funziona in Russia?
Sempre meno. È la più consigliata su internet, ma nel 2026 non ha funzionato alla maggior parte dei lettori che l’hanno portata, e i russi stessi la danno per bloccata. Resta utile per il contrario: aprire i siti russi dall’Italia, perché mantiene server in Russia nel piano a pagamento.
NordVPN funziona in Russia?
In modo molto irregolare. È bloccata ufficialmente da anni e le sue app non sono negli store russi. Qualche lettore è riuscito a connettersi solo con server specifici, ma non è affidabile come opzione unica.
Posso installare la VPN quando sono già in Russia?
Non contarci. I siti dei servizi VPN sono bloccati, le loro app sono scomparse dagli store russi e non tutti riescono a scaricarla lì: un paio di lettori ce l’hanno fatta a settembre del 2026, altri hanno passato il viaggio senza WhatsApp. Installale e provale prima di partire da casa.
Una VPN gratuita va bene per la Russia?
Solo quelle di fornitori seri con piano gratuito, e come seconda opzione. Le VPN gratuite sconosciute di solito non hanno il camuffamento che serve lì e molte campano rivendendo il tuo traffico.
È illegale usare una VPN in Russia?
No. Usarla come privato non è sanzionato. La legge obbliga le aziende che forniscono il servizio, non l’utente, e le multe esistenti riguardano la pubblicità di strumenti per aggirare i blocchi. Inoltre le aziende russe usano la VPN ogni giorno per il proprio lavoro.
Perché la VPN mi funziona in albergo e non per strada?
Perché il filtraggio è molto più duro sulle reti mobili che sulle connessioni fisse. E se quel giorno sono permessi solo i servizi russi, sui dati mobili non passa niente che non sia russo, con VPN o senza.
Se ho il roaming, mi serve comunque la VPN?
Portala comunque. Il tuo telefono si collega sempre a un’antenna russa, ma la tua connessione può uscire su internet dal tuo operatore d’origine, e allora funziona tutto senza VPN, oppure dalla rete russa, e allora hai le stesse restrizioni di un locale. Non si sa fino all’atterraggio.
Quante VPN dovrei portare?
Due, di fornitori diversi, installate e provate prima di partire. È il consiglio che ripetono sia gli utenti russi sia i lettori a cui il viaggio è andato bene.
Rivedo questo articolo ogni pochi mesi perché il quadro cambia. Se sei appena tornato dalla Russia, raccontami in questo modulo quale VPN avevi e se ti ha funzionato. Con ogni risposta aggiorno la guida, così chi parte il mese prossimo sa cosa funziona adesso e non cosa funzionava un anno fa. Bastano due minuti.






