Se hai un passaporto italiano, non ti serve più il visto per andare in Cina: da novembre 2023 (e con proroga fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026) puoi entrare senza visto per turismo, affari, visite a familiari o amici, scambi o transito, purché il tuo soggiorno non superi i 30 giorni. L’esenzione riguarda anche altri 45 Paesi, tra cui tutta l’Unione Europea. In questo articolo ti spiego come funziona l’esenzione, chi ha ancora bisogno del visto (soggiorni oltre i 30 giorni, lavoro, studio) e come si richiede oggi, perché anche questo è cambiato in meglio.
1. L’esenzione dal visto: chi può entrare in Cina senza visto
Per anni, richiedere il visto cinese è stato un processo lungo e costoso (in effetti, le versioni precedenti di questo articolo spiegavano la procedura passo passo, con le sue 10 sezioni di modulo e i suoi 127 euro di tasse). Le cose sono cambiate a novembre 2023, quando la Cina ha varato una politica unilaterale di esenzione dal visto per rilanciare il turismo, che da allora ha ampliato e prorogato più volte. L’ultima proroga, annunciata il 3 novembre 2025, la mantiene valida fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026.
Le condizioni sono semplici. Puoi entrare in Cina senza visto se soddisfi tutti questi requisiti:
- Hai un passaporto ordinario di uno dei Paesi inclusi nell’esenzione (sotto trovi la lista).
- Il motivo del viaggio è turismo, affari, visita a familiari o amici, scambi o transito.
- Il tuo soggiorno non supera i 30 giorni. Questo limite viene applicato in modo rigoroso: superare i 30 giorni può comportare multe, problemi per i futuri ingressi o persino il fermo da parte della polizia.
La lista dei Paesi esenti supera ormai i 45. Tra questi: Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera, Austria, Belgio, Irlanda, Polonia, Grecia, i Paesi nordici e baltici, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud. Sono inclusi anche diversi Paesi dell’America Latina come Argentina, Brasile, Cile, Perù e Uruguay. Se invece hai un passaporto di un Paese non presente nella lista, continui ad aver bisogno del visto (più sotto ti spiego come richiederlo).
Due dettagli pratici importanti:
- L’esenzione vale per qualsiasi punto di ingresso, non solo gli aeroporti. Se percorri la Transmongolica o la Transmanciuriana ed entri in Cina in treno dalla Mongolia o dalla Russia, puoi comunque avvalertene.
- L’esenzione non include lavorare né studiare in Cina, né soggiorni superiori a 30 giorni. Per questi casi il visto serve ancora.
Un’avvertenza onesta: si tratta di una politica unilaterale e temporanea. Finora la Cina l’ha prorogata di anno in anno (e tutto lascia pensare che continuerà così, perché le sta funzionando: oltre il 70% degli ingressi di stranieri avviene ormai senza visto), ma se il tuo viaggio è previsto dopo il 31 dicembre 2026, verifica prima che l’esenzione sia ancora in vigore sul sito dell’Ambasciata cinese in Italia o sul portale Viaggiare Sicuri della Farnesina.
2. Il transito senza visto di 240 ore (se il tuo Paese non è esente)
Se la tua nazionalità non è nella lista degli esenti ma sei di passaggio verso un terzo Paese, la Cina mantiene inoltre una politica di transito senza visto di 240 ore (10 giorni) per i cittadini di 55 Paesi. Requisiti: documento di viaggio valido e biglietto di proseguimento con data e destinazione verso un terzo Paese o regione (Hong Kong e Macao contano come tali). Si può entrare da 65 valichi di frontiera in 24 province e muoversi all’interno dell’area designata durante quei 10 giorni.
E un caso particolare: l’isola di Hainan ha una propria esenzione dal visto per i cittadini di 59 Paesi, con soggiorni fino a 30 giorni, entrando e uscendo dai valichi della stessa isola.
Ricorda inoltre che Hong Kong e Macao sono a parte: con passaporto italiano puoi visitarle senza visto fino a 90 giorni. Attenzione però: se da lì rientri nella Cina continentale, quel secondo ingresso conta come un nuovo ingresso (con l’esenzione dei 30 giorni non ci sono problemi: si apre un nuovo periodo).
3. Chi ha ancora bisogno del visto e come si richiede oggi
Ti serve il visto cinese se rientri in uno di questi casi: il tuo soggiorno supererà i 30 giorni, andrai a lavorare o studiare in Cina, oppure la tua nazionalità non è tra quelle esenti (in questo caso la pratica si fa nel consolato cinese del tuo Paese).
In Italia, la pratica si svolge ancora attraverso i Centri Visti Cinesi (CVASC) di Roma (Viale Regina Margherita 279), Milano (Via Eugenio Pellini 1) e Firenze (Via Lorenzo di Credi 20), ma è decisamente più semplice rispetto a qualche anno fa:
- Modulo e documentazione online: ora puoi compilare la richiesta e caricare i documenti via Internet su visaforchina.cn (selezionando Italia e il tuo centro: Roma, Milano o Firenze), e recarti poi solo a consegnare il passaporto.
- Senza impronte digitali: l’Ambasciata cinese in Italia esenta dalla raccolta delle impronte i richiedenti di visti di breve durata (soggiorni inferiori a 180 giorni) fino al 31 dicembre 2026. Questo permette persino di fare la pratica tramite corriere senza spostarsi.
- Tariffe ridotte: è in vigore una riduzione temporanea della tassa del visto, anch’essa prorogata fino al 31 dicembre 2026. Consulta il tariffario aggiornato sul sito del CVASC prima di andare.
- Tempi: con la documentazione corretta, il visto è di solito pronto in circa 4-5 giorni lavorativi (meno con la procedura Express, pagando di più).
La documentazione di base resta la stessa: passaporto con almeno 6 mesi di validità e due pagine bianche, foto recente, biglietti di andata e ritorno e prenotazioni dell’alloggio in hotel con cancellazione gratuita (così potrai cambiarle dopo se i tuoi piani cambiano). Se ti invita un amico residente in Cina, ti servirà la sua lettera di invito con i suoi dati e i tuoi.
Ecco com’è il visto che ti apporranno sul passaporto, con il suo periodo di validità, la durata del soggiorno e il numero di ingressi (uno, due o multipli):
4. All’arrivo in Cina: carta di arrivo e registrazione in polizia
Che tu entri con o senza visto, all’arrivo dovrai compilare la carta di arrivo (“Arrival Card”) per il controllo di immigrazione: cognome, nome, nazionalità, numero di passaporto, indirizzo in Cina (l’hotel), motivo del viaggio e numero di volo o treno. È una pratica di due minuti e in alcuni aeroporti si può già fare in formato digitale prima di atterrare.
E molto importante, perché è l’obbligo che più spesso sfugge a chi viaggia senza visto: la registrazione in polizia. Se alloggi in hotel, non devi fare nulla (è lo stesso hotel a registrarti al check-in). Ma se alloggi in un domicilio privato (casa di amici, appartamento in affitto), devi registrarti al commissariato più vicino entro 24 ore dall’ingresso (72 ore nelle zone rurali), e ripetere la registrazione ogni volta che cambi residenza. Non registrarsi può comportare multe e problemi per le visite future.
Domande frequenti sul visto per la Cina
Serve il visto per andare in Cina dall’Italia?
No, se il tuo soggiorno non supera i 30 giorni e viaggi per turismo, affari, visita a familiari o amici, scambi o transito. L’esenzione dal visto per i titolari di passaporto italiano ordinario è valida fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026. Per soggiorni più lunghi, o per lavorare o studiare, il visto serve ancora.
L’esenzione dal visto vale se entro in Cina in treno dalla Mongolia o dalla Russia?
Sì. L’esenzione si applica a qualsiasi punto di ingresso, anche ai valichi di frontiera terrestri. Se percorri la Transmongolica o la Transmanciuriana e il tuo soggiorno in Cina non supera i 30 giorni, non ti serve il visto cinese.
Cosa succede se voglio restare in Cina più di 30 giorni?
Devi richiedere un visto prima di partire, presso il Centro Visti Cinese (CVASC) di Roma, Milano o Firenze. Superare i 30 giorni dell’esenzione senza visto può comportare multe, problemi per i futuri ingressi in Cina e persino il fermo da parte della polizia.
Quanto costa e quanto tempo ci vuole per il visto cinese in Italia?
La procedura standard costa circa 127 euro e il visto è di solito pronto in 4-5 giorni lavorativi (meno con la procedura Express). Fino al 31 dicembre 2026 sono in vigore una riduzione della tassa e l’esenzione dalla raccolta delle impronte digitali per i visti di breve durata.




