Il Museo Fabergé di San Pietroburgo: le uova imperiali e come visitarlo

Il Museo Fabergé di San Pietroburgo custodisce la più grande collezione di opere della maison Fabergé al mondo, con 9 delle celebri uova di Pasqua imperiali come grandi protagoniste. Si trova nel palazzo Shuvalov, a cinque minuti dalla prospettiva Nevskij, apre tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:45 e il biglietto intero costa 700 rubli. La visita dura all’incirca un’ora e, attenzione, si entra a sessioni con orario fisso. In questo articolo ti racconto la storia delle uova Fabergé, cosa vedrai in ogni sala e come comprare il biglietto da straniero.

Uova Fabergé nel Museo Fabergé di San Pietroburgo

Un piccolo gioiello di museo in pieno centro

Se mi chiedi quale museo di San Pietroburgo sorprende di più rispetto al tempo che richiede, ti dirò senza esitazione il Museo Fabergé. È un museo privato, relativamente giovane (è stato inaugurato il 19 novembre 2013), che di solito resta all’ombra dell’Hermitage, ma che conquista quasi tutti quelli che lo visitano: in poco più di un’ora vedi gioielli unici al mondo dentro un palazzo splendidamente restaurato.

Si trova in pieno centro, nel palazzo Shuvalov, sul lungofiume Fontanka 21, proprio accanto alla prospettiva Nevskij e al ponte Anichkov. La sua collezione supera i 4.000 pezzi, di cui circa 1.500 usciti dai laboratori della maison Fabergé: è la più grande collezione di opere Fabergé esistente. E la grande attrazione sono le sue 15 uova di Pasqua, tra cui 9 delle uova imperiali che Fabergé creò per gli ultimi due zar di Russia.

Chi era Carl Fabergé

Peter Carl Fabergé (San Pietroburgo, 1846 – Losanna, Svizzera, 1920) fu il gioielliere più famoso della Russia. Negli anni Settanta dell’Ottocento prese le redini del laboratorio di famiglia a San Pietroburgo e si fece presto un nome nell’oreficeria europea. Dal 1885 fu fornitore della corte imperiale dei Romanov, anche se lavorò pure per altre case reali d’Europa e per i grandi milionari dell’epoca.

Carl Fabergé

La storia delle uova Fabergé

Le origini: la Pasqua del 1885

In Russia esiste una tradizione secolare di dipingere le uova a mano a Pasqua, portarle a benedire in chiesa e regalarle poi a parenti e amici. Negli ambienti più alti di San Pietroburgo quest’usanza salì di livello fino a diventare regali di Pasqua ornati di gioielli.

Nel 1885 l’imperatore Alessandro III volle sorprendere la moglie, l’imperatrice Marija Fëdorovna, e commissionò a Fabergé un uovo di Pasqua molto speciale. Nacque così il primo uovo imperiale, l’uovo della Gallina: all’esterno un semplice uovo di smalto bianco, come quello di una gallina; aprendolo comparivano un tuorlo d’oro e, al suo interno, una gallina d’oro che a sua volta custodiva una piccola corona con un rubino (questi ultimi pezzi, purtroppo, sono andati perduti).

Uovo di Pasqua della Gallina

Il regalo piacque a tal punto che lo zar decise di commissionare a Fabergé un uovo nuovo ogni anno, a un’unica condizione: che nascondesse una sorpresa al suo interno (sì, la stessa idea degli ovetti Kinder di oggi, ma con i diamanti). Ogni uovo commemorava qualche evento importante della vita o del regno dei Romanov, e la sua realizzazione poteva richiedere un anno intero a una squadra di artigiani obbligati a mantenere il segreto assoluto sul contenuto.

Alessandro III regalò un uovo a ogni Pasqua alla moglie. Alla sua morte, il figlio Nicola II continuò la tradizione a partire dal 1895, ma in doppia copia: ogni anno commissionava un uovo per la moglie, l’imperatrice Aleksandra Fëdorovna, e un altro per la madre, l’imperatrice vedova Marija Fëdorovna.

La tradizione si interruppe di colpo nel 1917 con la Rivoluzione russa. I bolscevichi nazionalizzarono la Casa Fabergé, la famiglia fuggì dal paese e Carl Fabergé morì in Svizzera nel 1920. I tesori dei palazzi furono confiscati e trasferiti all’Armeria del Cremlino per ordine di Lenin. Pochi anni dopo, a partire dal 1927, Stalin vendette molte delle uova all’estero per ottenere valuta, dando così inizio alla loro dispersione in mezzo mondo.

Quante uova Fabergé esistono e dove si trovano?

La maison Fabergé creò circa 70 uova di Pasqua tra il 1885 e il 1917 (la cifra esatta è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli esperti). Di queste, 52 furono realizzate per la famiglia imperiale, le cosiddette uova imperiali, di cui oggi se ne conservano 48. Le altre furono commissioni private: le sette uova della famiglia Kelch e pezzi unici per gli Jusupov, i Rothschild, i Nobel o i Vanderbilt.

E dove si trovano oggi? L’Armeria del Cremlino di Mosca conserva 10 uova imperiali e il Museo Fabergé di San Pietroburgo 9. Altre 5 sono al Museo delle Belle Arti della Virginia (Stati Uniti) e 3 appartengono alla collezione reale britannica, oggi di Carlo III. L’Hermitage espone dal 2014 l’uovo Rothschild (una commissione privata, non imperiale), battuto all’asta nel 2007 per 8,9 milioni di sterline, record per un pezzo Fabergé. Il resto è distribuito tra musei e collezioni private, e di alcune uova si è persa ogni traccia.

L’uovo imperiale spuntato in un mercatino

Questa è la mia storia preferita sulle uova perdute. Un commerciante di rottami del Midwest degli Stati Uniti comprò in un mercatino un uovo dorato per circa 13.300 dollari con l’idea di fonderlo e ricavarci un guadagno dal metallo. Nessuno glielo comprava perché lo ritenevano sopravvalutato, così l’uovo rimase per anni nella sua cucina. Un giorno del 2012 cercò su Google «uovo» e «Vacheron Constantin» (la marca dell’orologio che aveva all’interno) e scoprì di avere in casa il Terzo uovo imperiale del 1887, scomparso da decenni e valutato circa 20 milioni di sterline. La casa d’antiquariato Wartski di Londra ne confermò l’autenticità e il pezzo finì venduto a un collezionista privato.

Il palazzo Shuvalov, la sede del museo

Il museo è opera della Fondazione Link of Times, creata dal multimiliardario russo Viktor Vekselberg. Le sue origini risalgono a un’operazione che lasciò a bocca aperta il mondo dell’arte: Malcolm Forbes, l’editore della rivista Forbes, aveva riunito nel corso della sua vita (1919-1990) la più grande collezione privata di Fabergé, con 9 uova imperiali e quasi 200 altri oggetti. I suoi eredi stavano per metterla all’asta da Sotheby’s nel febbraio del 2004, ma prima che cominciassero le offerte Vekselberg acquistò l’intero lotto. In un documentario della BBC del 2013 rivelò di aver pagato solo per le nove uova poco più di 100 milioni di dollari, e di averle acquistate per riportarle in Russia per il loro valore storico e culturale.

In seguito continuò a comprare pezzi di Fabergé e di altri grandi orafi russi in giro per Europa, Asia e America, fino a superare i 4.000 oggetti, molti dei quali provenienti dalle corti reali europee. Per ospitare la collezione, la fondazione prese in affitto a lungo termine il palazzo Naryshkin-Shuvalov, un elegante edificio di fine Settecento famoso per i suoi balli, che fu ospedale durante la Prima guerra mondiale, subì gravi danni durante l’assedio di Leningrado e arrivò al XXI secolo in condizioni pietose. Dopo un restauro integrale durato sette anni (2006-2013), i suoi 4.700 m² sono tornati spettacolari: il prezzo del biglietto si ripaga già solo con la vista del palazzo.

Palazzo Shuvalov, sede del Museo Fabergé di San Pietroburgo

Come arrivare

L’indirizzo è lungofiume Fontanka, 21. La stazione della metro più vicina è Gostiny Dvor: da lì si arriva in una decina di minuti a piedi lungo la prospettiva Nevskij fino al ponte Anichkov, e il palazzo è proprio lì accanto, sulla riva della Fontanka, di fronte alla Biblioteca Nazionale Russa. Altre stazioni vicine sono Mayakovskaya e Ploshchad Vosstaniya, a circa 15 minuti a piedi. Anche i numerosi autobus e filobus che percorrono la prospettiva Nevskij ti lasciano molto vicino.

Cosa vedere nel museo: il percorso sala per sala

Appena entri, la biglietteria è sulla sinistra. Il guardaroba è obbligatorio per zaini e cappotti, e passerai un controllo di sicurezza con metal detector, più che giustificato dal valore di ciò che è custodito all’interno. Dall’atrio, la grande scalinata di marmo ti porta al piano nobile, dove si trova tutta l’esposizione distribuita in una decina di sale. Sul sito del museo puoi scaricare gratis la piantina dell’esposizione in PDF.

Grande scalinata del Museo Fabergé

Diverse sale portano il nome di un colore e sono decorate di conseguenza. La sala Rossa è dedicata all’argenteria russa; la Dorata ai regali degli zar e agli oggetti di fantasia; altre sale si concentrano sulla porcellana, gli smalti, i portasigarette, la pittura russa e le icone. Anche se vai «per le uova», non passare oltre: ci sono pezzi di oreficeria da lasciare a bocca aperta.

Sala Rossa del Museo Fabergé
Sala Dorata del Museo Fabergé
Sala delle icone del Museo Fabergé
Sala della porcellana del Museo Fabergé
Argenteria russa nella Sala Rossa del Museo Fabergé

La Sala Blu: le 9 uova imperiali

Il gioiello della corona del museo è la Sala Blu, dove sono esposte le uova di Pasqua. Le 9 uova imperiali che vedrai sono queste:

  • Uovo della Gallina (1885)
  • Uovo del Rinascimento (1894)
  • Uovo del Bocciolo di Rosa (1895)
  • Uovo dell’Incoronazione (1897)
  • Uovo dei Mughetti (1898)
  • Uovo-orologio del Gallo (1900)
  • Uovo del XV anniversario dell’Incoronazione (1911)
  • Uovo dell’Alloro (1911)
  • Uovo dell’Ordine di San Giorgio (1916)
Sala Blu del Museo Fabergé con le uova imperiali

Ti racconto quelle che mi piacciono di più, partendo dalle imperiali. L’uovo del Rinascimento (1894) è uno scrigno di agata con montature in oro, smalto e diamanti, disposto in orizzontale. Fu l’ultimo regalo di Pasqua di Alessandro III alla moglie: lo zar morì quello stesso anno. La sorpresa che custodiva è andata perduta.

Uovo del Rinascimento

Accanto a esso è esposto l’uovo della Resurrezione, un delicato pezzo in cristallo di rocca che raffigura Cristo che esce dal sepolcro. Non ha una data documentata (è anteriore al 1899) e molti esperti ritengono che possa essere proprio la sorpresa perduta dell’uovo del Rinascimento: si incastra alla perfezione al suo interno.

Uovo della Resurrezione

L’uovo del Bocciolo di Rosa (1895) fu il primo che Nicola II regalò alla moglie Aleksandra. In smalto rosso fragola e stile neoclassico, si apre come un cioccolatino per mostrare un bocciolo di rosa gialla, in ricordo dei giardini di Darmstadt, la città natale dell’imperatrice.

Uovo del Bocciolo di Rosa

L’uovo dell’Incoronazione (1897) è probabilmente l’uovo Fabergé più famoso di tutti. In oro e smalto giallo traslucido, nasconde come sorpresa una replica in miniatura, perfetta fin nei minimi dettagli, della carrozza con cui Aleksandra Fëdorovna arrivò all’incoronazione di Nicola II.

Uovo dell'Incoronazione imperiale

L’uovo dei Mughetti (1898), in stile art nouveau e ricoperto di perle, è decorato con i fiori preferiti dell’imperatrice. Girando una perla emergono dal suo interno i ritratti in miniatura di Nicola II e delle sue due figlie maggiori, Ol’ga e Tat’jana.

Uovo dei Mughetti

Tra le ultime uova imperiali mi colpisce la storia dell’uovo dell’Ordine di San Giorgio (1916), molto più sobrio perché realizzato in piena Prima guerra mondiale: fu l’unico uovo che l’imperatrice vedova Marija Fëdorovna portò con sé quando fuggì dalla Russia dopo la rivoluzione.

Nella sala ci sono anche uova non imperiali di primissimo livello. L’uovo della Gallina Kelch (1898), in smalto rosso rubino con una fascia di diamanti, fu il primo delle sette uova che il milionario Alexander Kelch commissionò per la moglie Varvara. E l’uovo della Duchessa di Marlborough (1902), uno dei più grandi, è un uovo-orologio in smalto rosa con quadrante girevole in stile Luigi XVI, creato per Consuelo Vanderbilt, duchessa di Marlborough.

Uovo della Gallina Kelch
Uovo della Duchessa di Marlborough

In questo video del canale YouTube del museo puoi apprezzare meglio questi capolavori:

Come curiosità, esiste un altro Museo Fabergé a Baden-Baden (Germania), aperto nel 2009 dal collezionista russo Alexander Ivanov, ma la sua collezione non regge il confronto con quella di San Pietroburgo.

Orari, prezzi e biglietti nel 2026

Questi sono i dati pratici aggiornati, secondo il sito ufficiale del museo:

  • Orari: aperto tutti i giorni dell’anno. L’esposizione si visita dalle 10:00 alle 20:45 e la biglietteria è attiva dalle 9:30 alle 20:15.
  • Ingresso a sessioni: si accede a sessioni con data e ora fisse, indicate sul biglietto. Sii puntuale: se arrivi in ritardo alla tua sessione possono negarti l’accesso senza rimborsarti.
  • Prezzo: il biglietto individuale costa 700 rubli. La tariffa ridotta di 350 rubli vale solo per i cittadini di Russia e Bielorussia, con due eccezioni valide anche per gli stranieri: i minori di 7 anni e gli studenti di qualsiasi nazionalità (con documento che lo attesti).
  • Visita guidata del museo: 1.300 rubli, in russo, in gruppi fino a 15 persone e con partenze all’incirca ogni ora.
  • Audioguida: il museo offre un’audioguida online in italiano a 300 rubli che funziona sul tuo cellulare (porta gli auricolari). È l’opzione che ti consiglio se vai in autonomia.

Dove comprare il biglietto? In biglietteria vendono solo biglietti per lo stesso giorno e, in alta stagione, le sessioni possono esaurirsi, quindi l’ideale è comprarlo in anticipo sul sito ufficiale del museo (la vendita online apre con circa una settimana di anticipo).

Dal 2022 le carte Visa e Mastercard emesse fuori dalla Russia non funzionano nel paese, né sui siti russi né alle casse. In pratica hai due opzioni: pagare in biglietteria in contanti (rubli) oppure pagare con una carta MIR, che ti servirà anche per l’acquisto online e per tutto il resto del viaggio.

Se preferisci visitarlo con una guida nella tua lingua, le piattaforme occidentali tipo GetYourGuide non operano più in Russia, ma è comunque possibile prenotare tour con guide locali pagando con carta straniera: ti spiego come nell’articolo sui tour guidati a San Pietroburgo.

Consigli pratici e cosa fare dopo la visita

Al piano terra del palazzo c’è una caffetteria molto piacevole dove prendere qualcosa o mangiare qualcosa di leggero, oltre a un negozio di souvenir con repliche e pezzi ispirati alle creazioni di Fabergé, nel caso volessi portarti a casa il tuo «uovo».

Caffetteria del Museo Fabergé

Il museo ha perfino il proprio imbarcadero sulla Fontanka, inaugurato nel 2016, quindi nella stagione della navigazione (dalla primavera all’autunno) puoi abbinare la visita a una crociera lungo i fiumi e i canali della città partendo proprio da qui.

Imbarcadero del Museo Fabergé sul fiume Fontanka

Dopo la visita ti trovi nel posto migliore possibile: la prospettiva Nevskij, con ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche. A 15-20 minuti a piedi hai la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato e la Piazza del Palazzo con l’Hermitage. E se i palazzi-museo ti hanno lasciato con la voglia di altro, il Palazzo Jusupov, dove fu assassinato Rasputin, è il complemento perfetto. Per incastrare tutto, dai un’occhiata agli itinerari di San Pietroburgo da 1 a 4 giorni.

Domande frequenti sul Museo Fabergé

Quanto costa il biglietto del Museo Fabergé?

Il biglietto individuale costa 700 rubli. La tariffa ridotta di 350 rubli vale solo per i cittadini di Russia e Bielorussia, salvo due eccezioni valide per gli stranieri: i minori di 7 anni e gli studenti di qualsiasi nazionalità. La visita guidata in russo costa 1.300 rubli e l’audioguida online in italiano 300 rubli.

Quanto dura la visita al Museo Fabergé?

L’ingresso è a sessioni con orario fisso e la visita all’esposizione principale dura all’incirca 1 ora. Se vai con calma e usi l’audioguida, calcola tra un’ora e mezza e 2 ore.

Quante uova Fabergé ci sono nel museo?

Il museo espone 15 uova di Pasqua della maison Fabergé, di cui 9 sono uova imperiali, create per gli zar Alessandro III e Nicola II. In totale la collezione supera i 4.000 pezzi, circa 1.500 della maison Fabergé, ed è la più grande collezione di opere Fabergé al mondo.

Dove si trovano le altre uova Fabergé imperiali?

Delle 48 uova imperiali conservate, 10 sono nell’Armeria del Cremlino di Mosca, 9 nel Museo Fabergé di San Pietroburgo, 5 nel Museo delle Belle Arti della Virginia (Stati Uniti) e 3 nella collezione reale britannica. Il resto è distribuito tra altri musei e collezioni private.

Vale la pena visitare il Museo Fabergé?

Sì. In circa un’ora vedi la più grande collezione di opere Fabergé al mondo, comprese 9 uova imperiali, dentro un palazzo del XVIII secolo splendidamente restaurato e a cinque minuti dalla prospettiva Nevskij. È una delle visite con il miglior rapporto tempo-ricompensa di San Pietroburgo.

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