Oriano vive a Livorno ed è arrivato a Kaliningrad in moto nel luglio del 2025, con visto turistico tradizionale, partendo da Varsavia e attraversando il valico di Bezledy-Bagrationovsk. Non era la sua prima volta: l’anno prima aveva passato quindici ore alla frontiera di Koidula, interrogatorio dell’FSB e controllo del cellulare compresi. Questa volta ne sono bastate una e mezza.
Il suo racconto è la prima cronaca in moto che pubblico, ed è anche uno dei resoconti più precisi che abbia ricevuto su come ci si comporta a un valico: piano, documenti alla mano e fotocamere spente. Se ti interessa questa rotta, leggila insieme alla cronaca di Alberto, che da Kaliningrad è poi sceso fino al Volga.
Quello che segue è il racconto di Oriano, con i suoi consigli e le sue foto. Grazie, Oriano, per averlo condiviso.
Il viaggio in breve
| Viaggiatore | Oriano, da Livorno |
| Quando | Luglio 2025 |
| Dove | Oblast di Kaliningrad: la città, Baltijsk e la penisola della Curlandia |
| Come | In moto, da Varsavia, con visto turistico tradizionale |
| Valico | Bezledy-Bagrationovsk: un’ora e mezza (contro le quindici ore di Koidula l’anno prima) |
| Soldi | Euro nuovi e ben conservati; VTB ne accettava uno su cinque, Sberbank e un cambiavaluta in centro commerciale nessun problema |
| Internet | eSIM Holafly e VPN Proton con abbonamento minimo di un mese |
| Durata | Prevista breve, poi prolungata di altri dieci giorni |
Il percorso di Oriano
Il percorso di Oriano, da Varsavia al confine con la Lituania. Tracciato approssimativo.
Da Varsavia al valico di Bezledy
Viaggio in moto. Da Varsavia ho preso una piccola direttrice poco trafficata che porta diretta al valico di Bezledy-Bagrationovsk.
Circa un chilometro prima della frontiera, in uscita dalla Polonia, mi sono fermato a controllare che fosse tutto a posto: visto turistico tradizionale, documenti personali e del motociclo, soldi, borselli e così via. È sempre bene dare un’occhiata.
Il passaggio: piano, documenti alla mano e fotocamere spente
L’uscita dalla Polonia è molto veloce. Poi c’è un piccolo tratto di «terra di nessuno», molto sorvegliato, e infine si arriva alla frontiera russa. È sempre bene procedere lentamente, documenti alla mano e fotocamere spente. Sui due lati del confine ricorre spesso l’avvertimento «пограничная зона»: zona di confine o installazione militare.
Anche il passaggio alla frontiera russa è stato molto veloce, circa un’ora e mezza. Niente in confronto alle quindici dell’anno prima a Koidula, dove ebbi a che fare anche con l’interrogatorio dell’FSB e il controllo del cellulare. Una signora alta e molto gentile, insieme ad altri funzionari, ha eseguito un controllo abbastanza sommario su bagaglio, moto e il resto.
Poi mi fanno cenno di andare e mi chiedono dove soggiornerò. Rispondo «Еду в Магадан», vado a Magadan. Doganieri e astanti scoppiano in una risata… Ma è sempre bene ponderare iniziative del genere.

Cambiare i soldi: la VTB no, la Sberbank sì
Primo tentativo di cambiare valuta. Ho sempre portato euro freschi di stampa e ben conservati. Lo faccio alla VTB: niente da fare, passa una banconota su cinque. Riprendo tutto e vado alla Sberbank, dove cambio il minimo necessario per circa tre giorni, in attesa di un cambio più favorevole.
Quel cambio l’ho trovato in un grosso centro commerciale in città: un normale cambiavaluta con un ottimo tasso. Ed è lì che decido di restare altri dieci giorni.

Un po’ di storia (e un libro)
Per quello che riguarda la storia della città basta consultare Wikipedia. Per la collocazione storica e geografica consiglio invece un bel libro di Paolo Rumiz, Trans Europa Express, dove parla dell’Europa in verticale.
In effetti, in vari periodi della storia, gioco forza, popoli e confini si sono spostati più volte «verticalmente», da Murmansk a Odessa. Ma la gente era la solita.


Fino a Baltijsk, dove ti fanno pagare pegno
Se avete il coraggio di farlo, potete avvicinarvi alla città di Baltijsk. Io l’ho fatto: è la città sede della flotta militare. Fino a un certo punto «sei osservato», da un certo punto in poi sei gentilmente invitato ad allontanarti.
Non prima di aver pagato pegno: cantare al telefono, con la mamma di un ragazzo di guardia, L’italiano di Toto Cutugno. Che lui sapeva meglio di me.

Cibo, persone, logistica, sicurezza
Cibo, persone, logistica, sicurezza: tutto bene. Mai visto un poliziotto in giro. Magari qualche nostalgico, a fronte di una richiesta, ti risponde in tedesco.


Tutto l’oblast, fino alla Curlandia
Ho viaggiato per tutto l’oblast fino a Погранпереход Куршская Коса, il valico della penisola della Curlandia, punta estrema ai confini con la Lituania. Mai nessun problema.
I vicini del mio mini hotel, al rientro la sera, mi salutano in italiano: «Ciao Meloni!». Tutte le sere li trovo in birreria: parliamo per ore senza capire niente, ma ci intendiamo su quello che conta.

Il porto, i sommergibili e le navi cimelio
È sicuramente un viaggio da fare, con persone meravigliose. Da visitare il porto con i sommergibili e le navi cimelio di tempi passati.






Internet: eSIM e VPN
La eSIM Holafly ha funzionato benissimo. La VPN Proton, con abbonamento minimo di un mese, impeccabile: con Kodi vedevo tutto il palinsesto italiano.
Hai viaggiato in Russia di recente e vuoi raccontare la tua esperienza? Scrivimi il tuo viaggio qui e lo pubblicherò in questa sezione, con il tuo nome o in forma anonima, come preferisci. Sono i racconti come quello di Oriano ad aiutare davvero chi sta preparando il proprio viaggio.






