Alfio vive a Torino ed è entrato in Russia dal punto più a nord che si possa immaginare: la navetta che collega Kirkenes, in Norvegia, con Murmansk. Da lì è sceso fino a San Pietroburgo, ha fatto una puntata a Velikij Novgorod ed è uscito in treno verso Minsk, per poi lasciare la Bielorussia da Grodno in autobus verso Varsavia. Tutto nell’agosto del 2026, con un visto turistico regolare.
Quello che rende preziosa la sua cronaca non è l’itinerario, per quanto insolito: è che Alfio ha preso appunti su tutto ciò che di solito ti fa perdere mezza giornata. Quali banconote ti cambiano e quali no, quale eSIM funziona davvero, quale VPN ti dà un IP italiano, su quale sito si comprano i biglietti dei treni. È il terzo anno di fila che va in Russia, e si sente.
Quello che segue è il racconto di Alfio, con i suoi consigli e le sue foto. Ho dato forma ai suoi appunti perché si leggano con calma, ma tutto quello che racconta è suo. Grazie, Alfio, per averlo condiviso.
Il viaggio di Alfio in breve
| Viaggiatore | Alfio, da Torino |
| Quando | Agosto 2026 |
| Itinerario | Kirkenes (Norvegia) → Murmansk → San Pietroburgo → Velikij Novgorod → Minsk → Grodno → Varsavia |
| Come è entrato | Visto turistico regolare; navetta Kirkenes–Murmansk prenotata via mail |
| Come è uscito | Treno 51 San Pietroburgo–Minsk e poi autobus Grodno–Varsavia |
| Internet | eSIM Yesim (ottima), Holafly (male), AdGuard VPN in albergo |
| Pagamenti | Carta MIR ricaricata con SendNOW, più contanti in euro |
| Alberghi e treni | Ostrovok per gli hotel; sito ferroviario bielorusso per i treni |
| Il suo verdetto | «Vale la pena, ma non per viaggiatori alle prime armi» |
L’itinerario sulla mappa
Percorso in Russia e Bielorussia Ingresso dalla Norvegia e uscita verso la Polonia
Il tracciato è approssimativo: serve solo a dare l’idea del percorso.
La frontiera: da Kirkenes a Murmansk in navetta
Ho preso la navetta da Kirkenes a Murmansk, prenotata via mail. Un bel sorriso sia da parte norvegese sia da parte russa, nessun controllo bagagli, nessuna domanda, nessuna «ispezione» del telefono.

Contanti: attenzione a quali banconote porti
Molta attenzione: alcune banconote non vengono cambiate, anche se a mio avviso erano perfette, o quasi. Portale nuove, senza strappi e senza scritte.
Sull’app PayInRussia, ad agosto 2026, non era più possibile ricaricare con carta di credito: solo con criptovalute. Io ho la fortuna di avere una carta MIR, che alimento con SendNOW: ora si può fare con carta di credito, con addebito su banca messicana.
eSIM: Holafly malissimo, Yesim benissimo
Holafly ha funzionato malissimo, meglio non averla: a Velikij Novgorod era davvero KO. La eSIM di Yesim, invece, ha funzionato in modo straordinario ovunque: ogni sito andava senza VPN, compresi Facebook e WhatsApp.
Bisogna avere qualche accortezza: spesso è bene attivare e disattivare la modalità aereo, oppure disattivare qualsiasi VPN per far partire la eSIM.
La VPN in albergo: solo una ha funzionato
La connessione in albergo con VPN funziona bene. Se, come me, ti serve un IP italiano, l’unica che ha funzionato benissimo è AdGuard VPN. Proton andava malissimo; AmneziaVPN bene, ma non ha IP italiani: solo svizzeri, francesi e finlandesi.
Alberghi e treni: dove li ho prenotati
Per gli alberghi si paga con carta di credito su Ostrovok, che in Russia ha quasi sempre funzionato.
Per i treni, il sito kazako va bene ma non offre tutte le tratte. Ottimo invece il sito ferroviario bielorusso: è solo in russo o in bielorusso, ma con un po’ di pazienza si usa benissimo.
Il treno 51 da San Pietroburgo a Minsk
Ho preso il treno 51 da San Pietroburgo a Minsk: nessun controllo particolare e nessun controllo dei documenti alla frontiera.

Minsk, Grodno e l’uscita verso la Polonia

Per uscire verso la Polonia, da Grodno a Varsavia, per fortuna non ho trovato coda in autobus.

Sicurezza, lingua e a chi lo consiglio
Nessun problema per la sicurezza, e posti meravigliosi. L’inglese, però, è quasi ovunque un concetto sconosciuto, salvo in contesti particolari.
Direi che vale la pena, ma non per viaggiatori alle prime armi. Bisogna davvero averne voglia. È il terzo anno di fila che ci vado: la prima volta in treno da Torino a Vladivostok e poi in Corea, con mia moglie e mia figlia; la seconda da Torino a Shanghai, sempre in treno e sempre con loro.

Le tappe del viaggio nelle foto di Alfio
Alfio non si è dilungato su cosa ha visto: la sua cronaca è tutta pratica. Ma le sue foto raccontano il percorso, e te le lascio qui in ordine di viaggio. Se vuoi approfondire le tappe, ho scritto la guida completa di San Pietroburgo e quella su cosa vedere a Velikij Novgorod.









Quello che mi porto a casa dalla cronaca di Alfio
- Il valico norvegese resta una porta d’ingresso tranquilla. Nessun controllo bagagli, nessuna domanda, nessuna ispezione del telefono: la stessa cosa che mi raccontano altri lettori passati da lì.
- Le banconote contano più di quanto pensi. Se porti euro in contanti, portali nuovi: Alfio si è visto rifiutare banconote che a lui sembravano perfette.
- Non tutte le eSIM sono uguali. Con la stessa copertura teorica, una gli è andata benissimo ovunque e l’altra era inutilizzabile a Velikij Novgorod. Se puoi, parti con un piano B.
- Per la VPN, verifica il paese dell’IP, non solo il servizio. Ad Alfio serviva un IP italiano, e questo ha escluso una VPN che per il resto funzionava.
- Il sito ferroviario bielorusso è una scoperta. Solo in russo o bielorusso, ma copre tratte che altrove non trovi.
Hai viaggiato in Russia? Raccontalo anche tu
Le cronache come quella di Alfio sono la parte più utile di questo blog: nessuna guida può dirti quale banconota ti cambieranno allo sportello o quale eSIM prende davvero a Velikij Novgorod. Lo sa solo chi c’è appena stato.
Se sei tornato da poco da un viaggio in Russia, raccontamelo qui: bastano dieci minuti e qualche foto. Lo pubblicherò in questa sezione con il tuo nome, solo il nome di battesimo o in forma anonima, come preferisci. Quello che per te è un dettaglio banale, per chi sta preparando le valigie può valere una giornata intera.






