Paolo vive a Torino ed è stato in Russia a luglio 2026: otto giorni in tutto, quattro a Mosca e quattro a San Pietroburgo, con un visto elettronico. Ci è arrivato via terra attraversando Lituania e Bielorussia e poi in aereo fino a Sheremetyevo, dove ha passato più di un’ora fra sala d’attesa, domande e controllo del telefono.
Il suo è uno dei racconti più onesti che mi siano arrivati: dice chiaramente che Mosca e San Pietroburgo sono fra le città più belle che abbia visto, ma anche che in questo momento non le consiglierebbe a chi non è abituato a gestire imprevisti. Dentro ci sono le dogane, i controlli, la metropolitana, il treno notturno, la lingua — e anche due correzioni ai miei articoli, che gli lascio raccontare con parole sue.
Il viaggio in breve
| Viaggiatore | Paolo, da Torino |
| Quando | Luglio 2026 |
| Durata | 8 giorni: 4 a Mosca e 4 a San Pietroburgo |
| Visto | Visto elettronico (eVisa) |
| Come è arrivato | Via terra attraverso Lituania e Bielorussia, poi in aereo fino all’aeroporto di Sheremetyevo |
| Dogane | Circa 3 ore e mezza fra Lituania e Bielorussia · oltre un’ora di controlli all’ingresso in Russia |
| Itinerario | Mosca · San Pietroburgo (con Peterhof e il Palazzo di Caterina) |
| Fra le due città | Treno notturno |
| Internet | SIM internazionale, con molte app occidentali bloccate |
| Ritorno | In autobus (con l’orario cambiato all’ultimo di 12 ore) |
Il percorso sulla mappa
Percorso approssimativo, ricostruito dal racconto di Paolo.
Quello che segue è il racconto di Paolo, con i suoi consigli e le sue foto. Grazie, Paolo, per averlo condiviso.
Splendide, ma non è il momento per tutti
Mosca è una delle città più belle che abbia mai visto, e anche San Pietroburgo è splendida. Ma se non siete viaggiatori esperti, flessibili e in grado di gestire continui imprevisti, non visitatele in questo momento. Ora vi spiego perché.
Intanto, per qualunque tipo di dubbio su qualsiasi particolare del viaggio o in generale sulla Russia, vi consiglio di consultare gli articoli di Rusalia: sono sempre perfetti e completi.
Tre ore e mezza di dogane fra Lituania e Bielorussia
Il mio viaggio in Russia è durato otto giorni: quattro a Mosca e quattro a San Pietroburgo. Per arrivarci ho attraversato anche Lituania e Bielorussia, e il tragitto è diventato parte integrante dell’esperienza.
Le dogane sono state decisamente impegnative: circa tre ore e mezza complessive fra Lituania e Bielorussia, tra controlli dei passaporti, ispezione dei bagagli e verifiche aggiuntive. Per fortuna accanto a me c’era una ragazza russa che parlava inglese e mi ha aiutato a rispondere alle domande dei poliziotti. Ho notato che tutti gli agenti indossavano una bodycam durante i controlli, probabilmente per evitare contestazioni o comportamenti scorretti.
Un’ora di domande all’arrivo a Sheremetyevo
L’ingresso in Russia, all’aeroporto di Sheremetyevo, è stato il momento più delicato dell’intero viaggio. Dopo una lunga coda al controllo passaporti sono stato fatto accomodare in una sala d’attesa e successivamente accompagnato in una stanza, dove un poliziotto mi ha interrogato in inglese.
Mi ha chiesto quanto sarei rimasto nel paese, dove avrei soggiornato, perché avessi scelto di visitare la Russia, cosa studiassi, cosa facessero i miei genitori. Mi ha persino controllato il telefono, scorrendo WhatsApp, la rubrica e le applicazioni installate. Sapendo che i controlli potevano essere molto approfonditi, avevo già eliminato alcune app, come Twitter e una VPN. Alla fine, dopo oltre un’ora, mi hanno lasciato entrare, ma è stata un’esperienza piuttosto stressante.
Scanner in metropolitana (e la metro migliore che abbia mai usato)
Una delle cose che mi ha colpito di più è stato il livello di sicurezza. In molte stazioni della metropolitana bisognava far passare zaini e valigie sotto gli scanner, proprio come in aeroporto, mentre all’ingresso erano presenti metal detector e personale di controllo. In alcuni punti utilizzavano perfino strumenti in grado di rilevare eventuale materiale radioattivo.
Allo stesso tempo, però, i mezzi pubblici sono probabilmente i migliori che abbia mai utilizzato: la metropolitana è velocissima, puntualissima, e nelle ore di punta i treni passano a distanza di pochi secondi. Le stazioni sono immense, con scale mobili lunghissime che impiegano oltre due minuti per arrivare in superficie, e così grandi che le mappe indicano perfino quale uscita utilizzare.
Mosca: grattacieli, Fondo dei Diamanti e traffico aggressivo
Mosca mi ha impressionato sotto molti aspetti. È una città enorme, moderna e ricca di grattacieli: ben undici dei quattordici edifici più alti d’Europa si trovano qui.

Se la Galleria Tretjakov mi ha deluso, il Fondo dei Diamanti al Cremlino è una delle più belle esposizioni che abbia mai visto. Notevole anche il tour del Bunker-42 e il Cremlino di Izmailovo.

Ovunque erano presenti polizia, militari e auto blu con sirene, mentre il traffico era davvero caotico e gli automobilisti guidavano in modo molto aggressivo. Spostarsi a piedi non è sempre semplice: ci sono pochissime strisce pedonali e per attraversare le enormi arterie cittadine bisogna spesso percorrere centinaia di metri fino a trovare un sottopassaggio, oppure utilizzare direttamente le stazioni della metropolitana come passaggio sotterraneo.

Quasi nessuno parla inglese (e senza internet è dura)
Ho notato che quasi nessuno parla inglese, nemmeno nei punti informazione o nei ristoranti, e in diverse occasioni ho dovuto utilizzare Google Traduttore per comunicare.
Inoltre, senza internet è stato complicato orientarsi, soprattutto perché molte applicazioni occidentali erano bloccate e alcuni siti russi risultavano irraggiungibili con la mia SIM internazionale.
Borsch, kvass e le piccole differenze
Durante il viaggio ho assaggiato diversi piatti tipici, come il borsch, una zuppa tradizionale, e il kvass, una bevanda molto diffusa nell’Europa orientale.
Ho osservato anche tante piccole differenze rispetto all’Italia: i piani degli edifici sono numerati in modo diverso, i semafori pedonali funzionano con logiche particolari e in aeroporto molte indicazioni erano riportate anche in cinese. Ho incontrato pochissimi turisti occidentali, mentre erano presenti molti visitatori cinesi e persone provenienti da altre ex repubbliche sovietiche, come Uzbekistan e Tagikistan.
Il treno notturno per San Pietroburgo
Dopo quattro giorni mi sono spostato con il treno notturno verso San Pietroburgo. Anche questa è stata un’esperienza particolare: cabine molto strette, pochissimo spazio per muoversi e risveglio venti minuti prima dell’arrivo da parte della controllora.
Rispetto a Mosca, San Pietroburgo mi è sembrata completamente diversa. L’atmosfera era più rilassata, i controlli molto meno frequenti e la città decisamente più europea. Le temperature, sempre inferiori ai venti gradi, rendevano piacevole camminare per ore.


L’Ermitage, il Palazzo di Caterina e la Fortezza di Pietro e Paolo
Qui ho visitato il magnifico Palazzo di Caterina, la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo e soprattutto l’Ermitage. Più che le opere in sé, ciò che rende davvero unico il museo è lo straordinario Palazzo d’Inverno che lo ospita, e in particolare lo Scalone Giordania.

Gli ultimi imprevisti (e due correzioni)
Anche gli ultimi giorni non sono stati privi di imprevisti. L’orario del mio autobus di ritorno è stato modificato improvvisamente di dodici ore, e ho avuto la fortuna di scoprire la variazione soltanto per caso, evitando di perdere il viaggio.
Se perdete la carta migratoria non preoccupatevi: ve la rifanno subito, gratuitamente e senza problemi, alla frontiera in uscita.
Le uniche due correzioni che faccio agli articoli di Rusalia riguardano l’orario di apertura della fontana di Sansone a Peterhof, che non è sempre alle 11 ma talvolta alle 10, e il fatto che al Palazzo di Caterina, nella Sala d’Ambra, non è vietato fare foto.

Hai viaggiato in Russia di recente e vuoi condividere la tua esperienza? Raccontami il tuo viaggio qui e lo pubblicherò in questa sezione, con il tuo nome o in forma anonima, come preferisci. I racconti come quello di Paolo sono quelli che aiutano davvero chi sta preparando il viaggio.






